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Gentilissime e gentilissimi in indirizzo,
sottoponiamo alla vostra attenzione la Newsletter Edilizia, con gli ultimi aggiornamenti tecnici, fiscali e giuridici a cura di CONFAPI ANIEM alla data del 28 Marzo 2025.
Questi gli argomenti trattati:
ANAC: i dati aggiornati sulle stazioni appaltanti qualificate
L’ANAC ha diffuso i nuovi dati aggiornati sulla qualificazione delle stazioni appaltanti.
Alla data del 1° gennaio 2025, risultano qualificate 4.684 stazioni appaltanti e centrali di committenza, conformemente ai requisiti previsti dalla disciplina vigente in materia di qualificazione per l’affidamento e la gestione di contratti pubblici.
Il 60,1% delle suddette amministrazioni ha conseguito la qualificazione in entrambi i settori relativi ai lavori e alle forniture, mentre il 29,2% risulta qualificato esclusivamente per il settore dei servizi e forniture e il restante 10,7% per il solo settore dei lavori.
La ripartizione delle amministrazioni qualificate, in relazione ai rispettivi ambiti di competenza, si articola come segue:
settore “lavori”: 3.314 amministrazioni, di cui 500 qualificate esclusivamente per tale settore e 2.814 abilitate in entrambi i settori;
settore “servizi e forniture”: 4.184 amministrazioni, di cui 1.370 qualificate esclusivamente per tale settore e 2.814 abilitate in entrambi i settori.
Proposta di Legge Delega per il riordino del Testo Unico edilizia e urbanistica Lo scorso 26 marzo è stata presentata alla Camera dal Dipartimento Lavori pubblici di Forza Italia la proposta di legge che delega il Governo ad aggiornare e coordinare la normativa su testo unico edilizia e urbanistica.
Il provvedimento è finalizzato “a fornire un inquadramento normativo del settore dell’edilizia e, più in generale, delle costruzioni con l’obiettivo di superare le molteplici e disorganiche leggi che fino ad oggi hanno regolato il settore delle costruzioni”.
Nell’intento di stabilire principi uniformi e applicativi, si prevedono solo tre regimi per gli interventi urbanistico-edilizi: permesso di costruire, segnalazione certificata di inizio attività ed edilizia libera.
Si delega inoltre il Governo a normare le varianti in corso d’opera, i mutamenti della destinazione d’uso urbanisticamente rilevanti, il contributo per oneri di urbanizzazione e costo di costruzione, la certificazione di agibilità degli edifici.
Oltre a prevedere un forte impulso ai progetti di rigenerazione urbana, la proposta legislativa impone una mappa conoscitiva di tutte le costruzioni esistenti attraverso il “fascicolo del fabbricato”.
Aggiornati i coefficienti IMU per fabbricati imprese
Con il Decreto del Ministero Economia e Finanze del 14 marzo 2025 - “Aggiornamento dei coefficienti, per l'anno 2025, per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D ai fini del calcolo dell'imposta municipale propria (IMU) e dell'imposta immobiliare sulle piattaforme marine (IMPI)”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 24 marzo 2025, sono stati aggiornati per l’anno 2025 i coefficienti per calcolare la base imponibile IMU dei fabbricati delle imprese classificabili nel gruppo catastale D (art. 1, comma 746, della L. 160/2019).
Si tratta degli immobili “a destinazione speciale”, per esigenze produttive, industriali e commerciali, non iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente contabilizzati. L’aggiornamento dei coefficienti per il calcolo della base imponibile ai fini IMU (coefficiente 1,00 per il 2025) è stato previsto in considerazione dei dati ISTAT sull’andamento del costo di costruzione di un capannone.
Consulta il Decreto del Ministero Economia e Finanze del 14 marzo 2025 a questo link: https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2025/03/24/25A01851/SG
Ministero Ambiente: inviato alla Commissione U.E. il Regolamento su terre e rocce da scavo
Nei giorni scorsi il Ministero dell’Ambiente, di concerto con il Ministero Infrastrutture, ha provveduto a inoltrare alla Commissione europea la bozza di regolamento sulla semplificazione delle norme relative alla gestione di terre e rocce da scavo.
Nel testo inviato si prevede una fase (c.d. standstill) della durata di 90 giorni, nel corso del quale gli Stati membri, i privati cittadini e ogni altro soggetto interessato possono presentare osservazioni o evidenziare eventuali criticità; decorso tale termine, fissato al 24 giugno 2025, il provvedimento potrà essere definitivamente adottato.
Si segnalano, in particolare, i seguenti contenuti presenti nel regolamento: