APPROFONDIMENTI NORMATIVI: IL RUOLO DEL PREPOSTO

APPROFONDIMENTI NORMATIVI: IL RUOLO DEL PREPOSTO

Il ruolo del Preposto nella gestione della Sicurezza sul Lavoro in Azienda

Con le modifiche al D.Lgs 81/08 intervenute nel 2021 la nomina del Preposto è diventata un obbligo formale a carico del Datore di Lavoro. Tale obbligo è valido praticamente per la totalità delle aziende, con le sole esclusioni delle piccolissime imprese, nelle quali tale ruolo può essere assunto direttamente dal titolare (vedi interpello N. 5/2023 del 01/12/2023).

Lo scopo del legislatore, con la presenza obbligatoria di un Preposto nell’organizzazione aziendale, è stato quello di individuare e responsabilizzare quei soggetti che, data la loro presenza sul luogo di lavoro, possono intervenire direttamente sul lavoratore al momento del comportamento critico.

Purtroppo, a distanza di alcuni anni dall’entrata in vigore della norma, questa è spesso totalmente disattesa (molte aziende ignorano perfino tale obbligo) o applicata in modo meramente formale (la nomina viene effettuata, ma non incide sull’organizzazione aziendale).

Una delle principali criticità riscontrate è che, spesso, nei modelli aziendali italiani manca il concetto di una gerarchia chiara e definita dei ruoli riguardanti la gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto nelle funzioni più operative, come quelle attribuite al Preposto.

In tali contesti viene totalmente ignorato il fatto che il ruolo del Preposto è fondamentale per prevenire gli incidenti nei luoghi di lavoro. Moltissimi infortuni avvengono per comportamenti inappropriati[1] dei lavoratori nei confronti delle norme di prevenzione e delle procedure aziendali, che siano quest’ultime carenti o meno. È quindi importante che il Preposto non solo monitori e faccia rispettare queste norme, ma anche che si faccia promotore di una cultura della sicurezza tra i lavoratori dell’azienda.

Il Preposto è presente nel luogo di lavoro ed ha un contatto diretto con i lavoratori, pertanto, la sua azione di “controllo e vigilanza”, come previsto dalla normativa, è contestuale ai fatti. Questo approccio risulta utile per gestire il comportamento dei lavoratori, i quali, sentendosi monitorati, tenderanno a rispettare maggiormente le procedure di sicurezza. Purtroppo, è innegabile che, in assenza di azioni di controllo, né la formazione né i richiami comportamentali siano sempre sufficienti per garantire un comportamento corretto.

Tuttavia, esistono molteplici difficoltà che un Preposto può incontrare nello svolgimento del proprio ruolo, come, ad esempio, la conoscenza diretta dei collaboratori[2] (rapporti di amicizia o di lunga colleganza), la differenza di età o di anzianità di servizio (essere più giovane dei collaboratori), la mancanza di supporto da parte dell’azienda e numerose altre.

Per poter svolgere efficacemente il suo compito, il Preposto necessità quantomeno:

Del sostegno della Direzione Aziendale

La nomina del Preposto non deve essere una mera attribuzione formale, ma deve costituire la base di un sistema di gestione della sicurezza sul lavoro partecipato e condiviso da tutti i soggetti aziendali. Le azioni del Preposto devono essere percepite come espressione della direzione aziendale e devono essere sostenute e supportate da questa. La “cultura della sicurezza” deve essere percepita come reale e fondamentale.

Di una formazione adeguata

Gestire altre persone non è un compito facile. Non sempre chi è nominato Preposto ha le COMPETENZE necessarie per svolgere bene l’incarico attribuito.  È quindi necessario, una volta individuati i soggetti più idonei da nominare, metterli in condizione di svolgere al meglio l’incarico ricevuto. La formazione obbligatoria prevista dal D.Lgs. 81/08, però, non è assolutamente sufficiente a tale scopo. Un’azienda che intende davvero valorizzare il ruolo del Preposto deve erogare una formazione aggiuntiva specifica, che potrebbe comprendere, per esempio, i seguenti contenuti:

- concetti di autorità e autorevolezza;

- modalità di comunicazione;

- stili di leadership;

- gestione dei comportamenti;

- applicazione operativa dei predetti concetti.

Sarebbe inoltre vantaggioso che anche i dirigenti dell’azienda e, perché no, il datore di lavoro partecipassero a queste attività formative

Di un riconoscimento formale e sostanziale

Sebbene i contratti nazionali possano prevedere un emolumento aggiuntivo per i Preposti, tale compenso (quando attribuito) è generalmente irrisorio rispetto alle responsabilità del ruolo. Il riconoscimento di benefit ulteriori, in particolare di natura economica (ma non solo), potrebbe rappresentare uno stimolo utile affinché i soggetti idonei possano sviluppare le proprie capacità comportamentali nella gestione dei lavoratori.

CONCLUSIONI

Un datore di lavoro che intende promuovere una vera cultura della sicurezza all’interno della propria azienda e tutelarsi dalle conseguenze penali e civili di un infortunio non può fare a meno di avere nella propria organizzazione uno o più Preposti (in funzione delle dimensioni dell’organizzazione), a cui delegare le funzioni di vigilanza e controllo sui lavoratori.

Tuttavia, affinché il ruolo venga svolto con passione e produca risultati ottimali, è fondamentale valorizzare la figura del Preposto attraverso iniziative che superino di gran lunga i requisiti minimi previsti dalla legge


[1] È bene precisare che “comportamenti inappropriati” non sono i “comportamenti abnormi” per i quali può venir meno la responsabilità del datore di lavoro, ma comportamenti non corretti ma prevedibili nel contesto del lavoro effettuato.

[2] Con il termine “collaboratori” si intendono tutti i soggetti che in linea gerarchica sono subordinati al soggetto di cui trattasi.

  • 25 marzo 2025
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